Diego Dattola

MEMORIE DAL FUTURO

IN CONCORSO

Adelaide D’Agostino | Alessandra Plovino | Barbara Priolo | Benedetto Aquilone | Christina Pagano | Daniela Petrone | Diego Dattola | Erika Godino | Federico Orlando | Giulia Renzi | Giuseppe Raffaele | Ilaria Turano | Immacolata Melito | Jaqueline Gisele Rodriguez |  Jenifher Barbuto | Mena Romio | Miriam Giuseppina Arconte | Ornella Mamone Capria | Roberta Saullo | Salvatore Privitera | Tirso Ceazar Pons

FUORI CONCORSO

Alessandro Crusco e Costantino Rizzuti | Anna Lauria | Gaetano Gianzi | L.A.B.1 Filippo Malice | Oreste Montebello e Fabiola Cosenza | Simona Minervino e Piergiorgio Greco


Diego Dattola

 

DESCRIZIONE: L’opera, che rende omaggio a Marcel Duchamp, nasce come provocazione atta a mettere in discussione il concetto del ready-made che nell’arte contemporanea è stato abusato fino a perdere la sua valenza. Il bambino simboleggia una proiezione futura rispetto al 1917 (anno di realizzazione del ready-made “Fontana”) che, oltrepassando il concetto di tempo, viene catapultato in un futuro che rappresenta il nostro presente.

SCHEDA TECNICA
TITOLO: Fontana 2017
TECNICA: olio su tela
DIMENSIONI: 135×100 cm
ANNO: 2017

Nota biografica

Diego Dattola, nato a Reggio Calabria il 10 agosto 1988, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, indirizzo Pittura, attualmente frequenta il Biennio specialistico in Pittura, presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

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8 Replies to “Diego Dattola”

  1. Mi piace molto l’idea del bambino che viene proiettato nel futuro e da lì guarda il presente ed in particolare il 1917. Mi piace molto la tecnica, la forma, il disegno e i colori di questa pittura e di questo artista. Voto 5

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  2. La scelta dell’omaggio ad un artista della caratura di Marcel Duchamp, può per molti definirsi una scorciatoia per semplificare la propria identità. Nell’olio di Diego Dattola la provocazione è radicale e riuscita a mio modo di vedere. La Fontana del 1917 viene riempita sessualmente dal piccolo raffigurato nell’opera. Riempito anche se materialmente il suo sesso si affaccia timidamente sull‘utero di Duchamp e dal suo sguardo canzonatorio e promettente, appunto, si rileva la promessa di un futuro molto vicino in cui il bambino sarà in grado di poter sostenere completamente il significato intimo della traslitterazione scelta come pseudonimo dall’artista francese: MUter! Mutazione certamente, ma nella normalità della crescita di un adolescente che si accinge alla vita.
    Voto 5
    Oreste Montebello

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