Giuseppe Pastore

IL FUOCO DI ELETTRA

Angela Tiesi | Ercolino Ferraina| Eugenio Colonna | Franco Ferrise | Gaetano Gianzi | Giulia Gasparini* | Giuseppe Pastore | Laura Azzali | Marco Serravalle* | Vincenzo Curia

SCRITTURA, IMMAGINI E IMPAGINAZIONE GRAFICA.
Volkswagen Combi, l’auto a colori in un mondo in bianco e nero.

L’opera consiste  in  un collage di immagini di Combi, di cui fa parte l’immagine  dell’opera pittorica ‘Combi’,  e una breve narrazione; il tutto impaginato. Il titolo totale è: ‘Combi l’auto a colori in un mondo in bianco e nero’.

[Generalità dell’opera pittorica: ‘Combi’. Olio su due tele 60×70 in sequenza. (Giuseppe Pastore 2015)].

La celebre Volkswagen Combi, è stata anche uno dei simboli del movimento Hippie. Gli hippies cercavano di liberarsi dalle restrizioni della società; sosteneva la pace,il rispetto per la natura e la fratellanza. Venivano così rotte le regole

imposte dall’autorità, si pensava  fuori dai canoni e dal buonsenso. Tutto questo li portava a pensare a cose nuove, ad essere creativi. Le carrozzerie dei loro Combi erano opere usata come tele e le personalizzazioni erano le più bizzarre.

L’opera pittorica è ambientata’ in USA a fine anni 60: volutamente in contrasto  a sinistra, a colori, l’auto

che più ha rappresentato il movimento Hippie, a destra in bianco e nero, una petroliera e una grigia raffineria sorvolata da caccia americani che volano dietro un bombardiere  B-52, dal Vietnam in poi, simbolo di guerra. La raffineria potrebbe ricordare che l’evoluzione nel modo di alimentare l’automobile è quasi ferma da decenni.

Combicorretto1

Testo scrittura creativa dell’impaginato

Oramai il treno stava per fermarsi, ero a Milano. Chi mi aspettava alla stazione, a mano a mano che si avanzava, iniziava ad essere riconoscibile. C’era mio zio Franco, o meglio Franck, ad aspettarmi, per un po’ mi avrebbe ospitato. Dopo anni vissuti da giovanissimo negli Stati Uniti, verso la fine degli anni ottanta decise finalmente di tornare in Italia ed a Milano riuscì ad aprire una concessionaria Volkswagen, un suo vecchio sogno. Ha uno spirito libero e giovanile nonostante i suoi 67 anni. Dopo i soliti convenevoli usando un po’ di slang “c’mon boy c’è la sorpresa” disse impaziente nonostante il lungo viaggio. La sorpresa era lì nel parcheggio, una Volkswagen del ‘68, una Combi, da poco nuovamente restaurato e perfettamente funzionante; so che è la cosa a cui mio zio tiene di più…non se ne era riuscito a separare dai tempi in cui viveva negli Stati Uniti. La cosa che non si poteva non notare era la personalizzazione che credo fosse quella della fine anni Sessanta, quando iniziò a far parte del movimento Hippie a San Francisco. “L’avevo visto su quelle foto che portasti in Calabria ma dal vivo dà un certo effetto” e scherzai “Chissà quante ne hai combinate con questo?!“ “…yeah…e ancora l’utilizzo…è ok il motore, qualche soldo lo devo spendere…restauro dopo restauro, ma…” rispose con orgoglio e con accento ancora un po’ americano “ma quando vado in giro con questo tutti che si voltano; ti piace? Tu sai perchè dipingevamo i Combi?” e risposi “perché in fondo la creatività nasce dalla rottura degli schemi, dal pensare diversamente e dall’andare oltre ciò che definisce il buonsenso, era la ricerca sfrenata della libertà che vi portava ad essere creativi e anche a personalizzare questi furgoni”. “Yup!”disse “ci vorrebbe quella gioventù, oramai siamo tutti omologati da social network, pubblicità e mass media; cerchiamo di essere diversi…ye di andare fuori dalle regole, ma…poi cerchiamo di essere differenti nello stesso modo. E poi guarda che casino c’è in giro, che grigiore…inquinamento guerre guerre, terrorismo ed inquinamento e oramai non basterebbero i fiori da mettere nei cannoni, e la gente si indigna sempre di meno ci siamo abituati a tutto. Pensa, a quel tempo c’era chi sostituiva il simbolo della Volkswagen con quello della pace su queste macchine; ora chi lo farebbe? Allora era differente il senso di libertà che c’era. Sono scomparse le ideologie e si ha sempre più paura del diverso. Ce la prendiamo con chi davvero va controcorrente, chi la pensa in maniera differente. E la Volkswagen Combi è stata un simbolo di quei tempi difficili ma pieni di speranza che difficilmente torneranno…ha rappresentato il colore in un mondo in bianco e nero, di buoni e cattivi. Mi spiego?”..intanto l’auto andava fiera per le strade di Milano, io quasi m’addormento mentre in lontananza si vedeva l’Albero della vita.

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Giuseppe Pastore nasce a Cosenza il 21 novembre 1980; Dottore in Fisica, inizia a dipingere per caso e dal nulla a  trenta anni. La sua ricerca creativa, figlia di un esigenza interiore, è diretta ecletticamente  verso la pittura astratta, ma non disdegna  di cimentarsi  in altri campi.

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6 Replies to “Giuseppe Pastore”

  1. Avendo contribuito artisticamente a 2 progetti (Ferrise e Tiesi) dò 5 a tutti i partecipanti e lascio solo un breve commento. Artwork completo. L’artista sperimenta i linguaggi che ruotano intorno al contest (analisi, ricerca, opera/prodotto, scrittura, grafica ed impaginazione editoriale) con creatività e impegno, ottenendo un risultato ottimo che sembra voler essere un altro inizio.

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  2. Voto 5 – L’opera è una storia tra immagini e parole per raccontare il “secolo breve”, dove le innovazioni hanno superato l’immaginazione. Il racconto di una storia personale ed intima offre modo a chi osserva di leggere l’immagine vivendo il momento ed il luogo…quasi accarezzando le sensazioni.

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